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Cenni storici

di Lunedì, 11 Gennaio 2016 - Ultima modifica: Martedì, 31 Gennaio 2017

Ruffrè "Paese dei Masi"

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Erano saliti da Caldaro quegli "Uomini della montagna di Ruffrè", citati in un documento del 1553 per una controversia con gli "Uomini di Cavareno".Vi erano giunti tra il 1200-1300 per far carbone per conto dei signori Rottenburg.Quel luogo di rara bellezza, una macchia di verde circondata da fitte abetaie, a qualcuno di essi piacque e vi costruì la propria dimora. Case modestissime, al massimo a due piani con scala esterna, con largo uso di legno e il tetto in "scandole", costruite secondo l'uso di questa gente a casolari sparsi quà e là.Furono questi i primi "Masi di Ruffrè"che nel corso degli anni ha cambiato più volte il nome. Nel 1271 è documentato il "Mansum de Rifreto seu Rufredum", Rifredum 1305, Fondoy 1456, Fandoi 1541-1542, Ruffredum 1553, in seguito Ruffrè, fino all'accezione odierna di Ruffrè Mendola  decisa nel 2004 con un referendum popolare.

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Con il passare degli anni a queste semplici costruzioni furono apportati continui ampliamenti, in quanto gli edifici crescevano di pari passo assieme al nucleo famigliare che vi abitava. Si sono così formati  e conservano a tutt'oggi il fascino del tempo passato il maso Seppi, il Maso Coflari ed il maso Michei.All' interno di questi grandi edifici vi era tutto l'occorrente per soddisfare le neccessità degli abitanti, perfino una piccola cappella per esercitare i riti religiosi, inquanto la parrocchia di appartenenza ere quella di San Nicolò a Caldaro.Solo in un documento del 5 maggio 1403, si parla della presenza di una piccola chiesetta intitolata a Sant Antonio Abate, che fu ampliata per far fronte al continuo aumento della popolazione nel 1743, quando Ruffrè ebbe un sacerdote residente.La Comunità di Ruffrè continuava a crescere così che nel 1878, si procedette ad un ulteriore e definitivo ampliamento dell' edificio di culto. L'aumento demografico della popolazione (Ruffrè contava 1070 abitanti nel 1900 e ben 1132 nel 1912) e le disagiate condizioni economiche del paese produssero nel secolo scorso il fenomeno dell'emigrazione. Gli abili muratori di Ruffrè furono costretti ad emigrare per motivi di lavoro, lasciavano il paese ai primi disgeli di primavera e ritornavano nel tardo autunno con i loro modesti guadagni. 

Passo Mendola

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Viene menzionato la prima volta in un documento del 1440, l'antico maso "Mendelhof"adagiato fra i fitti boschi del Passo Mendola, fu la  prima costruzione della quale si ha documentazione. Fino al 1600 non si hanno molte notizie sul suo utilizzo ma già in quel periodo si possono trovare manoscritti in cui si parla di una locanda, che al Passo Mendola offriva vitto e alloggio ai passanti ed ai loro cavalli.Il maso in questione fu di proprietà della Fam. Thun, uno dei più antichi casati nobiliari della Valle di Non, fino al 1869 quando dopo una serie di contese giudiziarie, fu venduto al Comune di Caldaro.La locanda venne quindi affittata dallo stesso comune al miglior offerente, fino alla decisione della giunta caldarese di vendere l'immobile.Vi furono anche in questo caso una serie di trattative fallite fino a che nel 1885 la proprietà venne aggiudicata ad Anton Florian Mall ed alla banca E.Schwarz Shoehne, di Bolzano.Solo un anno dopo nel 1886 la signora  Marie Spreter nata Schmitt, acquistò l'edificio ed i suoi terreni, erano tempi di grande sviluppo per il passo  e la signora che ne era consapevole diede subito inizio ad ampliamenti dell'edificio portandolo a poter ospitare 40 persone.La costruzione della funicolare più lunga del modo(1903), preceduta dall'ammodernamento della strada(1882), diedero al passo della Mendola uno slancio in ambito turistico come poche localià dell'epoca poterono vantare, al Mendelhof si aggiunsero presto nuovi alberghi, fra i quali l'imponente Hotel Penegal, ricchi di confort e servizi quali, piscine campi da tennis e da Golf e nel 1901 nella sala da pranzo dell' Hotel Penegal si festeggiò un evento unico nel suo genere, l'arrivo della corrente elettrica.

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Gli affari procedettero bene fino all'avvento del primo conflitto mondiale, fu questa la tappa nella storia della Mendola che ne segnò un costante declino.Solo alla fine della seconda guerra mondiale, si iniziano a vedere i primi segni di ripresa, le imponenti strutture turistiche passarono nelle mani dell'Istituto Giuseppe Toniolo fondatore dell'Università Cattolica di Milano, che rilancia il Passo Mendola verso una clientela italiana. Organizzando convegni a carattere politico ed universitario portò il passo a divenire un punto di riferimento per questo genere di attività, ospitando personaggi molto importanti sul panorama politico-culturale italiano. Numerosi scienziati, politici, personaggi di rilievo del cattolicesimo italiano, alte cariche della Chiesa, tra cui i futuri Papi Giovanni XXIII, Paolo VI, e Giovanni Paolo I, presero parte ad alcuni di questi congressi ed ebbero modo di conoscere la Mendola.Negli ultimi anni tuttavia si è venuta a creare una fase di stasi dal punto di vista della offerta e presenza turistica, attualmente si stanno predisponendo delle iniziative per rilanciare la località, speriamo che la Mendola possa godere al più presto del fascino e della lucentezza di cui godeva un tempo!