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Compreso fra il rio Diavola ed il Rio Freddo da cui ne deriva il nome,
Ruffrè è un caratteristico villaggio sparso in un'ampia radura del bosco e
circondato da fitte abetaie. Di origini medioevali, è formato da una serie
di insediamenti sparsi denominati "Masi". Nella cultura, nei costumi,
nella toponomastica e nei nomi delle famiglie sono evidenti elementi di
chiara influenza tedesca. |
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Una tradizione vuole infatti che i primi "Masi" siano
stati costruiti da boscaioli, carbonari, pastori e raccoglitori di resina,
provenienti da Caldaro attraverso l'antico tracciato che saliva al
Passo-Mendola. Il maso più antico, "Mansum de Rifreto" è menzionato già
nel 1271. Il paese stesso era chiamato Passo Mendola e la prateria che
digradava verso il centro di Ruffrè era la "piazza boara", ossia il
pascolo degli armenti, feudo dei Conti Thun che lo cedettero poi al Comune
di Caldaro.
In località Costa già nel 1300 si parla di una chiesetta dedicata a S.
Antonio Abate, edificata nel 1403 e completamente ristrutturata fra il
1879 ed il 1884. La struttura muraria ed il campanile con bifore
documentano la sua origine tardo-romanica, che si amalgama armoniosamente
con elementi architettonici ottocenteschi. Interessanti le due pietre
infisse nel campanile, di cui una raffigura un volto umano, l'altra uno
stemma con l'effigie di uno stambecco.
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Nei pressi del centro abitato si apre il burrone della Diavola,
secondo la leggenda, misterioso luogo di incontri fra il diavolo e le
streghe. Sulla statale per la Mendola, è sorto in tempi più recenti un
villaggio turistico denominato "Villini dell'Alpe". A circa 2 km. a nord
di Ruffrè, tra il Monte Penegal ed il Monte Roen, si apre sulla valle
dell'Adige il Passo della Mendola.
Importante punto di transito, è collegato a Caldaro da una funicolare che
copre un dislivello di circa 850 m. |
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Durante la Bella Epoque, il passo fu un'elegante e
rinomata stazione turistica frequentata dagli Asburgo. Infatti, in seguito
al collegamento viario che facilitò il traffico delle carrozze, il Passo
Mendola ebbe il suo momento magico, al punto che l'Austria felix scelse
per i momenti di relax i suoi alberghi signorili e sontuosi (come appare
dalla foto a destra dove è raffigurato lo splendido "Salone della caccia"
della Villa Imperiale), in cui già agli inizi del secolo era presente
l'illuminazione elettrica, portata dall'ing. Emanuele Lanzerotti.
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Sempre l'energia elettrica permise la realizzazione della funicolare a
cremagliera su rotaia progettata, dall'ing. svizzero Emil Straub nel 1903
e di una tranvia elettrica che collegava Dermulo con la Mendola,che
diedero notevole impulso all'attività turistica. Alberghi e ville si
espansero traendone un beneficio indicibile coinvolgendo anche i borghi
dell'Alta Anaunia.
Purtroppo la tranvia venne smantellata nel 1933 per trarne acciaio ed armi
in previsione della guerra di occupazione dell'Abissinia.
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Dopo il secondo conflitto mondiale i Grandi Alberghi furono acquistati
dall'Università Cattolica di Milano, per farne il "Centro di Cultura" nei
mesi estivi.
Suggestivo balcone panoramico sui monti e le vallate del Trentino e
dell'Alto Adige, il Passo Mendola è a tutt'oggi un importante centro di
villeggiatura, sia estivo che invernale.
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