Masi di Ruffrè

I masi di Ruffrè Mendola rappresentano un patrimonio storico e culturale medievale, caratterizzato da antichi insediamenti agricoli influenzati dalla cultura tedesca e immersi nel paesaggio della Val di Non.

immagine di presentazione dei masi di ruffrè
immagine di presentazione dei masi di ruffrè © Comune di Ruffrè-Mendola - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Edifici residenziali

Ruffrè-Mendola è conosciuto come il “Paese dei masi”: edifici con una tipica struttura in muratura e legno attorno ai quali sono nate nel corso dei secoli, piccole “frazioni” abitative.

Testimoni di un paesaggio culturale fortemente identitario, i masi sono lo specchio delle lunghe tradizioni alpine di memoria agro-silvo-pastorale, che hanno caratterizzato le aree di mezza montagna fin dal Medioevo.

All’orgine erano insediamenti rurali abitati da pastori, boscaioli e carbonari, molti dei quali giunti da Caldaro; quindi testimoni della tradizione tirolese, che si dedicarono all’agricoltura ed all’ allevamento del bestiame.

Oggi, i masi sono destinati ad abitazione privata, a sede di aziende agricole, nonché a strutture di ricezione turistica.

 

Si contano ben 22 masi,(vedi mappa) alcuni dei quali identificano la toponomastica delle frazioni dei paese e prendono il cognome delle famiglie che li abitano o che li hanno abitati.

Alcuni masi sono stati accorpati in unico toponimo, altri hanno mantenuto il toponimo originale(vedi elenco dei masi).

Informazioni su alcuni masi (vedi foto storiche-altre foto storiche)

 

Il maso Seppi è uno dei primi masi realizzati, si presume sia stato costruito nel 1300 circa. Successivamente fu interessato da interventi edilizi, come dimostrano le date ben visibili sulle finestre di questo edificio: 1594, 1728. La sua imponente struttura ha fatto si che gli abitanti locali, lo chiamino anziché maso“Ciastel di Sepi” ovvero Castello, per la presenza di decori murali, di una bifora, di affreschi su alcune finestre che fanno pensare alla presenza di famiglie quantomeno benestanti. Il caseggiato nel tempo ha subito degli ampliamenti per ospitare diverse famiglie.

 

Il maso Stock si trova lungo l’antica strada(ora sede del percorso di mountain bike n°1416(inserire link interno “percorsi mtb”)che portava a Ruffrè e saliva fino alla Mendola, conosciuta col nome strada vecla dala Mendola”. Sulla facciata del maso si può leggere una targa a muro che indica le direzioni verso Fondo e la Mendola. L’attuale strada S.P.19, fu edificata nella seconda metà del secolo scorso, sul tracciato della ferrovia Dermulo-Fondo-Mendola.

 

L’antico maso Violer, oggi accorpato con il vicino maso Coflari, fu molto probabilmente una delle prime edificazioni di Ruffrè; risale al XIII° secolo e rispecchia anch’esso la struttura costruttiva degli altri masi di Ruffrè. Il maso è menzionato in particolar modo per aver dato i natali al più illustre cittadino di Ruffrè il Signor Peter Josef Kofler*, nato il 29 luglio 1700,(raffigurato sulla facciata del maso) da cui il nome Coflari dato all’attuale maso. La tradizione vuole che nel Medioevo, il maso Coflari fosse un romitaggio claustrale, retto da monache.

 

*Chi era Peter

Peter studiò giurisprudenza, presso l’Università di Vienna, conseguendo il grado accademico di dottore in diritto. Dopo una brillante carriera al servizio della città con varie ed importanti mansioni, nel 1741 Maria Teresa d’Austria lo nominò sindaco di Vienna. Fu riconfermato primo cittadino nel 1751, per ben 13 anni, fino al 26 Maggio 1764, giorno della sua morte. Gli abitanti di Vienna lo ricordarono come una persona semplice e al servizio della cittadinanza e durante il suo periodo di amministrazione la città vide fiorire l’arte e la cultura.

Indirizzo

Ulteriori informazioni

Curiosita’

 

Origine  dei masi

 

In un documento del 1553 si cita che tra il 1200-1300 erano salite da Caldaro delle famiglie, per far carbone per conto dei signori Rottenburg e alcune di loro, trovarono il luogo di loro piacimento e vi costruirono la loro dimora, ovvero il “maso”: case modestissime, al massimo a due piani, con scala esterna, con largo uso di legno e il tetto in "scandole", costruite secondo l'uso di questa gente, a casolari o masi sparsi qua e là.

 

Cosa si faceva

Attorno ai masi si coltivavano i campi, il bestiame pascolava  nelle radure della foresta. Sull'aia si battevano i cereali, mentre strame, fieno e paglia erano conservati nei fienili. Un posto di rilievo era riservato al forno per il pane. La vita si svolgeva in cucina, l’unica stanza calda. I cibi venivano cotti nel paiolo appeso alla catena del camino. Un mondo di povere cose. Il consumo prevalente era composto di pane, “mosa”, pochissima carne.

Il tempo trascorreva lento: vangare, sarchiare, raccogliere, far legna per l’inverno, mettere da parte lo strame e il foraggio per le bestie-caratterizzato da un senso di incertezza e insicurezza di fronte alla sorte.

 

Alcuni eventi che si svolgono nei masi (vedi locandine eventi)

 

Durante il periodo natalizio, l’evento “presepi nei masi”: i masi vengono allestiti con presepi.

In agosto l’evento “masi in fiore” percorso fra i masi in fiore.

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