Passo Mendola

Il Passo Mendola, situato a 1.363 metri tra il Trentino e l’Alto Adige, è un valico alpino storico e panoramico.

vista dall'alto del passo mendola
vista dall'alto del passo mendola © Daniele Reust - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Mendelpass_2023.jpg

Descrizione

Montagna

Il Passo della Mendola, situato sul confine tra Trentino e Alto Adige, separa principalmente i comuni di Appiano e Caldaro (sulla Strada del Vino, BZ) a nord-est, Ruffrè-Mendola (TN) e Cavareno a sud-ovest. Collega l'Oltradige con l'Alta Val di Non.

Rappresenta una destinazione adatta a chi ama natura, sport, escursioni, storia e panorami alpini mozzafiato. Offre servizi di ricezione alberghiera e ristorazione, nonché negozi per sport, abbigliamento, souvenir e prodotti locali.

 Cosa offre

 

Attività ed Escursioni

Il passo è meta e traguardo per gli amanti del ciclismo su strada (salita storica del Giro d’Italia sul versante altoatesino di 15 Km), ma anche per i motociclisti, che amano la particolare salita che dai fondovalle della Val di Non e dell’Oltradige porta al Passo.

 

Trekking ed escursioni: sentieri verso il Monte Penegal (1.737 mt.)Monte Roen (2.116 mt.), Monte Macaion (1.866 mt,).

Percorsi per escursionisti mediamente esperti, con vedute spettacolari su Dolomiti, Valle dell’Adige, Bolzano e Merano. 

 

Sport invernali: la Ski area Ruffrè-Mendola con piste blu, rosse e nere, per gli amanti dello sci alpino.

 

Mountain bike (inserire link interno) e percorsi panoramici: itinerari tra boschi e prati, con tour circolari dai 50 agli 80 km, che si collegano anche con il Passo delle Palade.

 

Punti panoramici

Dal Passo e dagli itinerari vicini si gode una vista a 360° sulla Valle dell’Adige, Bolzano, Laghi della Bassa Atesina, Dolomiti Orientali, Gruppo del Catinaccio e Sciliar e Alpi austriache.

 

Attrazioni

Lungo la strada che sale da Ruffrè, in prossimità del Passo, si possono osservare i resti di palazzi liberty del XX secolo, ricordo della frequentazione aristocratica, in particolare della nobiltà austro-ungarica.

L’originale e storica funicolare a cremagliera.

Il Salone imperiale , ex storico ritrovo dell’aristocrazia della Belle Èpoque, che soggiornava nel lussuoso Hotel Penegal. Attualmente è riferimento per eventi storici-culturali-musicali e usufruibile, previa autorizzazione comunale, anche per eventi privati. Inserire modulo per le prenotazioni (modulo per prenotazioni)

Modalità di accesso

Sia provenendo dalla Val di Non, che da Bolzano, la strada da percorrere è la Strada Statale del Tonale e della Mendola (S.S. 42), che sale rispettivamente dai relativi versanti. Ambedue i percorsi offrono stupendi panorami sui circostanti gruppi montuosi, paesaggi agricoli e graziosi centri abitati.

Un’alternativa, per chi proviene da Caldaro, è salire con la funicolare a cremagliera, che parte da Sant’Antonio (frazione di Caldaro)

 

Indirizzo

Ulteriori informazioni

Alcuni cenni storici

 

Origine del nome

Il nome del Passo della Mendola (in tedesco Mendelpass) deriva dal toponimo altoatesino Mendel, riferito storicamente al monte di Caldaro (Kalterer Berg), da cui prende il nome l'intera costiera della Mendola. Il termine, di antica origine, è stato poi associato al valico alpino e al relativo storico maso Mendelhof.

 

Ambita meta turistica

Il passo della Mendola già alla fine del ‘800 divenne meta del turismo di élite delle ricche e nobili famiglie asburgiche: anche l’imperatrice Elisabetta d’Austria (Sissi) vi soggiornò qualche giorno negli anni fra il 1889 e il 1894.

 

I principali alberghi

Il Grand’Hotel Penegal, aperto al pubblico nel 1896, contava più di 120 locali tra camere e saloni, 24 balconi esterni, uno spazioso ristorante, una sala da biliardo, un salone per signore, una sala da musica e da pranzo alta 5 metri, con una capienza di circa 200 persone (l’attuale Salone Imperiale). La cucina, la lavanderia ecc. erano sistemati in un piano a parte, collegato però alla struttura ricettiva da un apposito passaggio. All’esterno c'era una torre con orologio, alta 10 metri. Tutt’intorno al fabbricato 20 ettari di bosco. Nel 1905, fu inaugurato il “bagno di sole”, in un'area boscata e con prato antistante dotato di attrezzatura ginnica e per il riposo, nonché di una piccola vasca per bagni.

Negli anni ’80 l’hotel andò rapidamente in degrado, per poi essere ristrutturato, a partire dagli anni ’90, diventando condominio “Villa Imperiale” con più di cento appartamenti, mantenendo però le tipiche facciate che ricordano l’originale struttura del periodo austro-ungarico.

Il Mendelhof, acquistato come antico maso nel 1885 fu trasformato nel primo albergo di lusso della Mendola, con ben quaranta stanze per 70-80 posti letto.

L’Hotel Mendelpass fu edificato tra il 1901 e il 1902 con offerta di cure balneari e un servizio di lusso, con illuminazione elettrica e riscaldamento nelle stanze. Disponeva di 200 camere e 300 posti letto. La sala da pranzo contava 450 coperti.

 

Collegamenti stradali

Fino agli agli ultimi anni del XIX secolo il passaggio dalla Val di Non all’Oltradige altoatesino era una strada appena carrozzabile, poco più di un sentiero, che passava per la Mendola. Lungo l’itinerario vi era un maso-osteria per il cambio dei cavalli e dove i passanti potevano rifocillarsi e pernottare.

Dal 1880 però iniziò la costruzione della nuova arditissima strada, che saliva da Appiano-Caldaro fino al Passo della Mendola. Fu progettata come strada militare e terminata nel 1885; ma in breve tempo acquisì interesse turistico e commerciale, trasformando la Mendola in una località di villeggiatura estiva di primissimo ordine. Con i suoi numerosi tornanti e il notevole dislivello che superava, oltre 1.000 metri, la Strada della Mendola si candidava a diventare uno dei passi alpini più noti e panoramici del territorio, con ampia vista su Bolzano e scorci verso est sul Latemar e le Dolomiti di Fiemme e Fassa. Il percorso è sede della nota competizione automobilistica Bolzano-Mendola.

 

Collegamenti ferroviari

Lo sviluppo turistico, dovuto alla nuova strada di accesso, aumentò l’importanza della Mendola, tanto che la stessa divenne in breve insufficiente a sopportare il crescente afflusso turistico; così si pensò di integrare la strada con il sistema ferroviario.

Nel 1902 entro in funzione la funicolare a cremagliera e solo sette anni dopo, precisamente il 10 settembre 1909, venne inaugurata la tranvia elettrica Dermulo-Fondo-Mendola, a scartamento ridotto, con un percorso di km.27, che metteva in collegamento anche vicini paesi dell’Alta Anaunia.

Il tracciato passava sul tratto iniziale dell’attuale S.P.19, entrando in paese, per poi proseguire fino al passo Mendola.  L’opera tranviaria, tra le infrastrutture turistiche più importanti del tempo, aveva anche un importante significato sociale ed economico: puntava ad avvicinare la città di Trento (raggiungibile con la Trento-Malè, che passava per Dermulo) alle vallate periferiche e mostrava l’importanza dell’utilizzo dell’energia elettrica come mezzo di sviluppo.

Nel 1933 durante il regime fascista, la tranvia fu smantellata e parte del suo materiale fu utilizzato per costruire una linea ferroviaria in Etiopia.

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